Il Nero Buono, vino di Cori: orgoglio e passione del Lazio

di Vittorio Ferla

 

Le grandi potenzialità del Nero Buono, vitigno autoctono a bacca rossa originario di Cori, sono state il fulcro della giornata di approfondimento sui vini e sulle bellezze del territorio che il Comune dei Monti Lepini ha realizzato all’interno della seconda edizione di ‘Cori, Vini nei Cuori‘. Le tre cantine dell’area – Cincinnato, Pietra Pinta, Marco Carpineti – insieme all’amministrazione hanno, infatti, programmato una serie di attività specifiche per operatori e stampa che si sono affiancate all’offerta per il pubblico, ovvero tre punti di degustazione con prodotti del territorio sparsi nel centro cittadino gestiti grazie alla collaborazione con Sky Wine, visite guidate al complesso museale e alla chiesa di Sant’Oliva, mostre, spettacoli folkloristici e un panorama mozzafiato sulla pianura pontina.

 

Cori, oasi per il vino. E non solo…

Al centro di tutto, ovviamente, il vino, principale protagonista della zona grazie al recupero e alla promozione dei vitigni autoctoni, come Bellone e Nero Buono, da parte delle tre cantine locali: Cincinnato, Marco Carpineti e Pietra Pinta.

Ma Cori è anche altro: olio extravergine di oliva, il famoso prosciutto cotto al vino e la gamma di vari prodotti artigianali dai biscotti ai sott’oli: il croccante pane, le “pizzefrelle” le “pizzette coresi”, al pomodoro, con o senza acciughe, ciambelline al vino, cantucci, mustaccioli, bastoncini mandorlati, torte di ricotta.

Il più tipico dei vini della zona è certamente quello ricavato dal Nero Buono, vitigno autoctono che sta diventando una bandiera della viticoltura del posto. Su questo vitigno si stanno giocando le sfide più importanti della viticultura locale.

L’area può contare sulle Doc Cori Rosso e Cori Bianco. Il Cori Bianco Doc (Bellone min 50%, Malvasia del Lazio e Greco Bianco) di colore giallo paglierino e dal sapore secco e strutturato, è il compagno perfetto di pesce, verdure e formaggi freschi. Il Cori Rosso Doc (Nero Buono min 50%, Montepulciano, Cesanese) è un vino secco rosso rubino, fruttato e persistente, che dà il meglio di sé con carni rosse e formaggi stagionati. Il disciplinare prevede anche il Cori Bellone e il Cori Nero Buono.

 

 

Il Nero buono: la tradizione, la passione, la sfida

Da sinistra a destra: Marco Carpineti (Cantina Carpineti), Fabio Ciarla, Nazzareno Milita (Cantina Cincinnato), Bruno Ferretti (Cantina Pietra Pinta)

Tuttavia, capita ormai molto spesso che i produttori preferiscano optare in modo deliberato per un disciplinare meno vincolante al fine di sperimentare con maggiore libertà.

Sono nati così diversi esemplari in purezza che vogliono conquistare un posto al sole dell’enografia laziale, al pari del più noto Cesanese, diffuso tra l’estrema propaggine della provincia di Roma e soprattutto in quella di Frosinone.

I risultati sono importanti, se si pensa che il vitigno è difficile da gestire.

Il Nero buono di Cori ama i terreni di collina, senza umidità e ben ventilati. E’ sensibile alla peronospora.

Porta con sé un importante patrimonio tannico che va domato, un colore rubino ma non troppo carico, un carattere rustico e vinoso. 

Proprio per comprendere meglio questo prodotto – anche sotto il profilo evolutivo – i tre produttori hanno riunito alcuni ospiti per una degustazione guidata dal giornalista e sommelier Fabio Ciarla. 

 

 

I vini in degustazione

All’assaggio 6 etichette (con base di Nero buono 100%):

Kius Metodo classico extrabrut 2016 – Carpineti

Sboccatura a genaio 2017. Bollicina intrigante, rara nel Lazio. Colore rosa tenue, perlage fine, floreale al naso. In bocca ha una bella struttura, è cremoso e agrumato, fresco ed elegante.

Colle Amato Lazio Rosso Igt 2014 – Pietra Pinta

Vigoroso, leggermente rustico, con carattere da domare. Rubino scuro con riflessi violacei. Al naso profumo di more con sentori di rabarbaro ed erbe officinali. La bocca è fresca e il tannino composto. Dopo qualche minuto arriva anche una nota di tostatura dolce e di cannella.

Ercole Lazio Igt 2014 – Cincinnato 

Da questo vitigno incostante e difficile la ricerca di un prodotto di qualità. Colore rubino intenso con riflessi violacei. Profumato di fiori e frutti rossi con note di liquirizia. Mantiene una nota verde. Austero.

Ercole Lazio Igt 2013 – Cincinnato

Frutto ancora in bella evidenza, la confettura è di mora e di ribes nero, le note di liquirizia. Il sorso si presenta più caldo, più dolce e più morbido del precendente. 

Colle Amato Lazio Rosso Igt 2012 – Pietra Pinta

Con 24 mesi di barrique, risulta pulito e dolce. Profuma di piccoli frutti di bosco, con note di vaniglia, rabarbaro e tabacco. Ha raggiunto un equilibrio maggiore rispetto al ‘fratello’ più giovane.

Apolide Lazio Rosso Igp 2012 – Carpineti

Rubino cupo. Naso ricco di frutti di bosco in confettura, nota piccante accompagnata da sentori balsamici. Sorso corposo, ricco, concentrato ed elegante. Retrogusto intenso di tabacco.

 

 

Un territorio in cammino

Tutti hanno potuto innanzitutto valutare l’evoluzione che questo vitigno, difficile ma capace di dare ottimi rossi, riesce a esprimere con un affinamento più lungo. 

Le note ricorrenti nelle diverse versioni?

Un vino che conserva un certo carattere rustico e vinoso. Può essere molto concentrato. Il tannino è scalpitante.

Capace, grazie al lavoro in vigna e in cantina, di raggiungere discreti risultati sia in termini di bevibilità che di morbidezza.

Il sorso può essere fresco e, in alcuni casi, elegante. L’affinamento aggiunge note di tostatura nobile.

Insomma, il territorio è in cammino. Il percorso di ricerca delle tre cantine continua.

I risultati fin qui raggiunti sono molto interessanti e promettenti.

Un impegno per una viticultura di qualità nel Lazio che merita di essere premiato.