Vitigni d’Italia: il Merlot

di Marco Nocella

Il Merlot è un vitigno ad uva nera originario, come i cugini Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon del cosiddetto taglio bordolese, della regione francese a Nord di Bordeaux: il Médoc. Fa parte dei cosiddetti vitigni internazionali e in Italia viene coltivato praticamente in tutte le regioni, soprattutto nel Nord-Est: venne impiantato per la prima volta nel 1880 nel Friuli dal senatore Gabriele Luigi Pecile presso le sue aziende di San Giorgio della Richinvelda e di Fagagna e dal conte Savorgnan di Brazzà grazie al quale dimostrò il proprio valore vincendo la medaglia d’oro all’esposizione di Cividale del 1896. Fin dal 1880 venne poi inserito nella collezione ampelografica della Reale Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano e patrocinato dall’accademico della vite e del vino Giuseppe Morelli De Rossi.

La coltivazione del Merlot si estese rapidamente nel Veneto e nelle altre regioni grazie alla qualità pregiata del vino, alla robustezza della pianta, e alla grande produzione di uve. Ad aumentare la sua diffusione, dopo la Prima Guerra Mondiale, contribuì il fatto che era uno dei vitigni più resistenti alla fillossera e, innestato su piede americano, venne largamente utilizzato per ripristinare i vigneti distrutti dal terribile insetto. In seguito il vitigno è stato coltivato privilegiando la sua robustezza e la sua produttività spesso nelle zone meno indicate, come i fondo valle e la pianura, per lasciare i migliori terreni collinari per uve più pregiate come il Cabernet. Il vino che si otteneva era semplice e banale con caratteristiche organolettiche rozze e grossolane; in realtà il Merlot se ben allevato può essere un vino di gran classe, pieno, robusto e ricco di colore, con un’acidità quasi sempre bassa, che non lo rende idoneo all’invecchiamento ma lo rende sempre morbido.

I profumi e gli aromi possono essere diversi a seconda della lavorazione: quando i produttori badano solo ad ottenere una grande quantità di uve prevalgono le caratteristiche erbacee con sentori di peperone verde, invece quando la rese sono più contenute e meglio gestite prevale l’eleganza e la complessità del vino con piacevoli note di frutti di bosco, soprattutto lampone. La svolta qualitativa per questo vitigno è arrivata quando sui mercati sono aumentate le quotazioni del più famoso di tutti i Merlot, Château Pétrus, il Pomerol che quando la Camera di Commercio di Bordeaux compilò nel 1855 la classifica del grandi rossi della Gironda fu del tutto ignorato, ma che oggi è diventato il vino più famoso e ricercato del Bordolese. Il modo di produrre il Merlot da allora è cambiato nella speranza di replicare quei risultati prestandogli tante attenzioni, riservandogli le migliori posizioni in collina e avvalendosi della consulenza dei migliori enologi per la vinificazione e per l’affinamento in legno.

Esistono altri tipi di Merlot ottenuti dall’incrocio con altri vitigni dal professor Italo Cosmo dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura ed Enologia di Conegliano: dal Merlot e dal Raboso Veronese è stato ottenuto il Fertilia, che viene coltivato in Veneto nei pressi di Conegliano e Pieve di Soligo; dal Merlot e dal Barbera sono stati ottenuti il Nigra e il Prodest, che vengono coltivati prevalentemente in provincia di Treviso.
In purezza o in unione con altri vitigni, come il Cabernet Sauvignon, da luogo ai seguenti vini a Denominazione d’origine: Alcamo, Alghero, Alto Adige, Amelia, Aprilia, Arcole, Assisi, Atina, Bagnoli, Bolgheri, Bosco Eliceo, Breganze, Carso, Casteller, Castelli Romani, Circeo, Colli Altotiberini, Colli Berici, Colli Bolognesi, Colli del Trasimeno, Colli dell’Etruria Centrale, Colli di Conegliano, Colli di Faenza, Colli Etruschi Viterbesi, Colli Euganei, Colli Lanuvini, Colli Martani, Colli Orientali del Friuli, Colli Pesaresi, Colline Lucchesi, Collio Goriziano, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Controguerra, Curtefranca, Delia Nivolelli, Friuli-Annia, Friuli-Aquileia, Friuli-Grave,Friuli-Isonzo, Friuli-Latisana, Garda, Garda Colli Mantovani, Lago di Corbara, Lison-Pramaggiore, Menfi, Merlara, Montecarlo, Montello e Colli Asolani, Parrina, Piave, Pomino, Rosso Orvietano, San Severo, Sant’Antimo, Sciacca, Sovana, Trentino, Val di Cornia, Valcalepio, Valdadige, Valdichiana, Vicenza.

Bibliografia: L’Enciclopedia del Vino – Boroli Editore, Milano 2011