Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, oltre 18000 i capi certificati

Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, la cui carne ha ottenuto nel 1998 l’Indicazione Geografica Protetta, primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia, è un ‘gigante’ che si aggira per l’Italia da oltre 2000 anni.

Una IGP che certifica la carne prodotta dalle razze tipiche dell’Appennino centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola. Con il termine “Vitellone” nei territori del Centro Italia, vengono da sempre indicati i bovini da carne di età compresa fra i 12 e i 24 mesi. Si tratta di animali giovani, la cui carne è molto magra, di un colore rosso intenso con basso contenuto di grasso e colesterolo. La denominazione ‘Bianco’ si riferisce al mantello costituito da peli bianchi che ben risaltano sulla cute nero-ardesia, caratteristica che consente a questi bovini di tollerare le radiazioni solari tipiche dei pascoli appenninici. Infine con “Appennino centrale” si indica la zona di origine dove, tradizionalmente, i bovini Chianini, Marchigiani e Romagnoli sono allevati e alimentati con foraggi e concentrati caratteristici del territorio. La certificazione IGP non si riferisce al bovino, ma solo ed esclusivamente, alla carne prodotta dalle razze previste dal Disciplinare di produzione.

Non esiste una razza IGP. Non esistono quindi la Chianina, la Romagnola o la Marchigiana IGP. La razza è solo uno dei requisiti necessari per ottenere la certificazione finale del prodotto. Per poter certificare la carne, devono essere rispettati tutti i requisiti applicati sia alla fase di allevamento (razze, area di nascita e allevamento, alimentazione, tipologia di allevamento) che alle fasi successive (macellazione, frollatura della carne, colore, caratteristiche chimico fisiche, modalità di vendita e lavorazione). È per questo che la sola razza, senza la certificazione IGP “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”, non è garanzia di qualità, tipicità e tradizionalità. Le razze Chianina, Romagnola e Marchigiana sono infatti allevate in Italia e nel mondo, ma solo la denominazione protetta “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP” permette di tutelare, valorizzare e difendere oltre alle razze anche il loro legame con il territorio tipico di origine e di produzione.

Sono 18.194 (9.344 di razza Chianina, 6.459 Marchigiana e 2.391 Romagnola) i capi certificati a marchio IGP nel 2019 del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. A renderlo noto è il Consorzio di tutela della denominazione ottenuta dalla carne nel 1998 dall’Unione europea.

I capi certificati rappresentano – precisa una nota – oltre l’85% dei capi delle razze chianina, marchigiana e romagnola presenti in Italia. Attualmente l’intera filiera è composta da 3.177 allevatori, 79 mattatoi, 78 operatori commerciali, 117 laboratori di sezionamento e 1076 macellerie.

Tutti i segreti del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP sul sito del Consorzio dove è anche possibile tracciare il prodotto e segnalare eventuali abusi.