Vinitaly, Montepulciano al top: dopo le emergenze, la primavera dell’Abruzzo

Sono 90 cantine le cantine abruzzesi che partecipano alla 51esima edizione del Vinitaly. Ben rappresentato anche il settore oleario con 15 produttori che hanno aderito al Sol&Agrifood (che si tiene in contemporanea con la fiera del vino). L’Abruzzo è presente con uno stand di 300mq all’interno del padiglione 12 che ospita anche l’Enoteca regionale, che presenta nei quattro giorni di esposizione, complessivamente 400 etichette e 6 degustazioni specialistiche.

 

Dopo la neve di gennaio, riparte l’Abruzzo

“La forte partecipazione dei nostri produttori è un messaggio importante dopo i tragici eventi di gennaio che hanno penalizzato il comparto – dice l’assessore alle politiche agricole Dino Pepe -. Il Vinitaly rappresenta una sorta di ‘primavera’ per la nostra regione, una straordinaria occasione di promozione e rilancio del settore vitivinicolo; esiste un Abruzzo forte, resiliente, tenace che è capace di ripartire e non arrendersi alle difficoltà. Questa è la dimostrazione”.

 

Grandi numeri dall’export

Spazio ai numeri della produzione di vino: “La produzione di vini costituisce il 20% dell’economia agricola regionale e abbiamo registrato risultati positivi anche nell’export: +11% rispetto al 2015. Sono numeri significativi che dimostrano ancora una volta che le aziende abruzzesi sono fortemente orientate ai mercati internazionali, confermati dalla presenza del nostro principale vino a denominazione, il Montepulciano d’Abruzzo, oggi presente nei primi posti della classifica di vendita nella grande distribuzione organizzata. Questo risultato – osserva ancora Pepe – è molto significativo se si pensa che la grande distribuzione è di gran lunga il canale di vendita più grande nel mercato del vino”.

 

Il Montepulciano d’Abruzzo conquista l’America

“Il Montepulciano d’Abruzzo è il vino più apprezzato in America, piace molto, è di ottima qualità. Negli ultimi anni anche i vini bianchi stanno ottenendo risultati soddisfacenti, in particolare il Pecorino. I vini abruzzesi stanno raggiungendo risultati importanti”.

Lo afferma il giornalista newyorkese, Levi Dalton, che ha guidato una delegazione di giornalisti americani al Vinitaly e visitato ‘spazio Abruzzo’.

“Le cantine abruzzesi più conosciute in termini di qualità sono Valentini e Pepe, ma altre cantine stanno entrando nel mercato americano, come Tiberio e De Fermo; per quanto riguarda il Pecorino – osserva ancora Dalton a margine di una degustazione – è un vino che piace, è apprezzato, c’è curiosità; Cataldi Madonna è la cantina più conosciuta in America per la produzione di Pecorino. I vini abruzzesi – conclude il giornalista – sono molto competitivi rispetto al passato e possono ancora crescere in termini di qualità”. 

 

Un vitigno che dà lavoro

“Vedere tanto Abruzzo al Vinitaly è un messaggio positivo per il comparto agricolo regionale che ha reagito dopo gli eventi calamitosi di gennaio. Sono certo che l’Abruzzo tornerà a crescere”. Lo dice il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

“L’Abruzzo – prosegue Moncalvo – ci regala tanti record: nella provincia di Chieti, ad esempio, il Montepulciano d’Abruzzo è la Doc che ha offerto più lavoro in Italia. Insomma, l’Abruzzo ha un patrimonio economico che dobbiamo valorizzare e sviluppare, al fine – conclude il presidente Coldiretti – di generare anche nuovi posti di lavoro”.

 

Promozione del territorio: nasce ‘La Valle del Cerasuolo’

Spazio anche alla promozione del territorio: quest’anno c’è il connubio turismo-vino, con la partecipazione al Vinitaly delle Dmc per raccontare le eccellenze presenti nei territori abruzzesi. Proprio al Vinitaly, infatti, è stato presentato il progetto ‘La Valle del Cerasuolo‘, una via del vino che abbraccia quattro Comuni della valle PelignaVittorito, Corfinio, Pratola Peligna e Prezza – tutti in provincia dell’Aquila, dove secondo un’indagine di studiosi del settore, il cerasuolo abruzzese, prodotto con il vitigno Montepulciano, sarebbe venuto alla luce grazie a tecniche specialistiche di vignaioli del posto e non per ultimo grazie al ‘retrogusto mandorlato’, generato dall’abbondanza di piantagioni di mandorle presenti nella “conca peligna”.

Il progetto è stato illustrato dai vertici di Dmc Terre d’Amore di Sulmona nello ‘spazio Abruzzo’ di Vinitaly. “Siamo ancora all’anno zero, ma il progetto è partito, a breve diventerà realtà – conferma il presidente della Dmc Terre d’Amore, Fabio Spinosa Pingue promotore del progetto -. Abbiamo scelto il Vinitaly per presentare a esperti e addetti il nostro progetto mirato a valorizzare il territorio peligno attraverso il vino. Noi ci crediamo, ora aspettiamo un segnale positivo anche da parte di istituzioni e produttori”.