Un incontro di oli Dop: l’Itrana e il Moraiolo

di Stefano Sequino

Non uno scontro tra oli Dop, piuttosto un gradevole incontro, nel quale l’Itrana delle Colline Pontine ha ospitato il Moraiolo dell’Umbria.

È accaduto a Latina, in un evento organizzato dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina (CAPOL) per rendere omaggio a due eccellenze che, in maniera diversa sia dal punto di vista territoriale che sensoriale, rientrano a pieno titolo nell’offerta oleicola di qualità.

dsc_8607Una storia antica e di successo, quella della varietà Itrana (leggi qui), anche detta Oliva di Gaeta, cultivar prevalente della DOP Colline Pontine, che nasce come oliva da mensa ma che sempre più spesso negli ultimi anni, trasformata in olio extravergine di oliva, riscuote l’apprezzamento dei concorsi oleari e del mercato. Così come il Moraiolo, cultivar Toscana d’origine che tuttavia caratterizza l’olio Dop Umbria, è un olivo rustico che storicamente predilige le colline del cuore verde d’Italia.

I due oli a confronto

Una degustazione ed un confronto tra oli fondamentalmente diversi e anzi quasi complementari: dal caratteristico fruttato erbaceo, con profumi di pomodoro verde ed una equilibrata percezione piccante nel caso dell’olio monocultivar Itrana, ad una maggiore ricchezza che, accanto al vegetale, è caratterizzata da un sentore decisamente più intenso di amaro e di piccante, complessivamente più potente e persistente, per l’olio ottenuto da olive Moraiolo.

Ciascun olio abbinato ai sapori tipici pontini ed umbri, perché basta accostare gli oli extravergine di oliva – ha affermato Giulio Scatolini, Capo Panel del C.O.I. (Consiglio Oleicolo Internazionale) – con i prodotti del loro territorio d’origine per creare l’abbinamento ideale, che non ha bisogno d’altro.

Un’occasione anche per degustare i 15 oli certificati DOP Colline Pontine ottenuti nella campagna 2015/2016 che, a distanza di circa 10 mesi dalla produzione, hanno sostanzialmente mantenuto inalterato il profilo organolettico e la loro freschezza.

 

L’abbinamento

Un filo di olio extravergine di oliva Itrana su una mozzarella di bufala, anch’essa del territorio: un abbinamento semplice ma armonioso (quasi musicale!) per capire immediatamente che il Moraiolo, decisamente più energico sotto il profilo sensoriale, avrebbe ʹcopertoʹ la dolcezza iniziale, la nota salata e lievemente acida della mozzarella di bufala.

L’olio monocultivar Moraiolo ha invece trovato il suo naturale abbinamento con i legumi, in particolare le lenticchie di Castelluccio di Norcia, un accostamento che è riuscito a valorizzarne la carica polifenolica e la maggiore potenza sensoriale.

Per concludere gli abbinamenti, un gelato all’olio d’Itrana, con un piacevole aroma di menta, abbinamento curioso ma quasi didattico che, con inaspettato garbo sensoriale, è riuscito ad unire la freschezza del gelato con gli aromi dell’olio extravergine di oliva, non a caso da olive Itrana, più fruttato e meno amaro rispetto all’olio Moraiolo.

 

Non solo degustazione

Non soltanto esperimenti sensoriali ed abbinamenti ma anche cultura, innovazione e ricerca.

Tra i testimoni dell’incontro tra l’Itrana ed il Moraiolo era presente, oltre a Luigi Centauri, Capo Panel CAPOL Latina che ha organizzato l’evento, anche Maurizio Servili dell’Università degli Studi di Perugia (Dipartimento di Scienze agrarie Alimentari ed Ambientali), che ha ricordato come negli ultimi anni la filiera DOP Colline Pontine abbia registrato un’interessante crescita, sia del livello qualitativo degli oli extravergine di oliva ottenuti da olive Itrana sia della domanda di mercato. Un sistema modello, quello dell’Itrana, che ha portato benefici anche al territorio ed agli oliveti, non più abbandonati ma anzi valorizzati grazie al riconoscimento, anche commerciale, della DOP.

Così come Eugenio Lendaro dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma (Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurghe di Latina) e Alessandro Rossi, Presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) di Latina hanno ricordato gli effetti benefici e nutraceutici dell’olio extravergine di oliva ed ai preliminari esiti di ricerche e studi scientifici che tra l’altro stanno valutando anche l’influenza e l’azione farmacologica dei polifenoli.

Un incontro, non uno scontro né tanto meno una competizione, per giudicare il miglior olio extravergine di oliva. Perché, in entrambi i casi, si tratta di oli che sono una diretta derivazione dei rispettivi oliveti di collina e che, proprio per questo, rappresentano l’espressione, anche sensoriale, del territorio d’origine.

Un modo invece per rendere omaggio a due ambasciatori, l’Itrana ed il Moraiolo, di una enorme fonte di biodiversità varietale e sensoriale, e per divulgare – stavolta tramite il CAPOL di Latina – la cultura dell’olio extravergine di oliva.

Occasione quanto mai azzeccata per consegnare, al termine della serata, gli attestati di partecipazione ai nuovi assaggiatori di olio extravergine d’oliva che hanno ultimato il Corso per l’iscrizione all’Albo Nazionale degli assaggiatori professionisti di olio d’oliva.

 

Le aziende certificate Dop Colline Pontine

Azienda Agricola Carimini Milvia di Sonnino

Azienda Agricola Barcella Ivan di Sonnino

Azienda Agricola Casino Re di Sonnino

Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino

Azienda Agricola Costantini Michele di Sezze

Azienda Agricola De Gregoris Gregorio di Sonnino

Azienda Agricola Di Russo Cosmo di Gaeta

Azienda Agricola Flaminio D’Urso di Itri

Azienda Agricola Iannotta Lucia di Sonnino

Azienda Agricola La Tenuta dei Ricordi di Lenola

Azienda Agricola Biologica Orsini Paola di Priverno

Azienda Agricola Tomei Giorgio Maenza

Impero Biol. S.r.l. di Sonnino

Villa Pontina di Pontecorvi Lucio di Sonnino

John Mancini di Lenola