Il 2019 è l’annata migliore di sempre per il Prosecco Docg

Un 2019 straordinario, destinato a essere ricordato come l’annata migliore di sempre per Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, che ha tagliato il traguardo di 92 milioni di bottiglie vendute (+1,6% sul 2018), per un valore corrispettivo di 524 mln di euro (+1,2% sul 2018).

E, nonostante l’emergenza sanitaria che pesa e peserà in modo ancora non quantificabile sul consumo, la produzione e la vendita di vino, la denominazione affronta il primo trimestre del 2020 con ottimismo: al tempo del Coronavirus, infatti, la Gdo è tornata protagonista delle vendite di Prosecco Docg con un +16,8 % in valore e un +18,6% in volume.

C’è ottimismo anche per il futuro: per la denominazione la forza del brand, il valore dell’Unesco e le misure post Covid-19 porteranno numerosi visitatori nell’area, sostenendo il rilancio dell’economia del territorio.

I dati economici 2019 per la Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG sono stati presentati oggi in una video conferenza alla presenza tra gli altri del presidente del consorzio di tutela, Innocente Nardi.

E, oltre agli ottimi risultati del 2019, impossibile non mettere al centro dell’attenzione anche l’emergenza sanitaria, che oltre ad aver modificato i comportamenti di consumo nell’immediato, lascia supporre cambiamenti anche nel medio periodo, che potrebbero rivelarsi vantaggiosi per la Denominazione.

“Stiamo vivendo un momento storico senza precedenti che sta minacciando il mondo intero in tutti i settori produttivi – ha detto Nardi – Ma in questo scenario non facile siamo fieri di aver contribuito a consolidare nel corso degli anni passati la nostra Denominazione, che oggi può affrontare questa crisi con le competenze e le esperienze che l’hanno portata lo scorso anno, proprio il Cinquantesimo anniversario, a raggiungere i risultati economici migliori di sempre: 92 milioni di bottiglie vendute e un’ulteriore crescita a valore del 1,2%”.

Grazie alla vendemmia particolarmente generosa del 2018, le bottiglie prodotte e vendute nel 2019 hanno raggiunto i 92 milioni di unità, il maggior numero dalla nascita della Denominazione nel 1969. Questo in un contesto, che vede la superficie coltivabile a vigneto pressoché stabile, per via del raggiungimento della massima estensione produttiva, il valore del prodotto, non solo ha tenuto, ma anzi è aumentato del 1,2%.

Il totale delle bottiglie vendute di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG corrisponde a poco meno di 50 milioni di bottiglie, per un valore di circa 296 milioni di euro, destinate al mercato nazionale (56,3%) e quasi 39 milioni di bottiglie, per un valore di circa 202 milioni, destinate al mercato internazionale (43,7%).

Il mercato estero cresce per una precisa volontà e capacità dei produttori di raggiungere ulteriori mercati dove la domanda è in aumento e diminuisce lievemente quello interno come risultato della scelta commerciale di rivolgersi maggiormente al canale Horeca, più qualificante, a discapito dei canali discount e grossisti, meno remunerativi. Per quanto riguarda il primo trimestre del 2020, l’attenzione è però puntata sulla Gdo (grande distribuzione organizzata, ndr.) che oggi si rivela il vero palcoscenico delle vendite del prodotto (fonte IRI Infoscan).

In un contesto di iniziale impennata delle vendite dovute ai primi timori di rimanere sprovvisti di cibo durante l’emergenza sanitaria, le vendite di vino in GDO hanno goduto in generale di maggior favore. In particolare, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG può vantare un aumento delle vendite pari a un +16,8% a valore e +18,6% a volume. Questa crescita è ben visibile in tutti i canali e in tutte le aree. Secondo la denominazione, nel post Covid-19 sarà ancora la qualità a fare la differenza, perché la domanda sarà più selettiva e i consumatori che sceglieranno Conegliano Valdobbiadene continueranno a farlo se il prodotto saprà appagarli.

Ecco che in questo scenario avranno probabilmente più spazio le selezioni come la tipologia Rive e il Cartizze e giocheranno un ruolo centrale i valori della Denominazione come la sostenibilità e l’unicità del territorio.

E se nel 2019 i dati sull’enoturismo nella zona sono stati positivi, con 460 mila visitatori nella Denominazione, segnando un incremento del 13% rispetto al 2018 e del 45% rispetto al 2010 e una spesa complessiva degli enoturisti che è cresciuta di circa il 25% rispetto al 2018, gli auspici sono positivi anche per il futuro. Anche se è difficile ad oggi fare pronostici sulle tempistiche e sulle modalità di uscita dalla crisi, secondo la Denominazine ci sono alcuni segnali che indirizzano le intenzioni e gli atteggiamenti verso i futuri comportamenti dei consumatori.

Il 51% degli italiani si manifesta infatti interessato a visitare il territorio del Conegliano Valdobbiadene nel prossimo futuro. Ben l’81% dichiara inoltre di considerare il Riconoscimento Unesco quale ulteriore attestazione di qualità del prodotto. Infine, il 68% dichiara di essere interessato a pranzi, degustazioni e aperitivi in vigna (68%), attività all’aperto e immersi nella natura, particolarmente ambiti in tempo di lockdown. L’alta riconoscibilità del territorio, la sua percezione positiva, i recenti investimenti in strutture ricettive, sono premesse importanti e che portano a immaginare una ricaduta dai risvolti positivi per la Denominazione.