Vignaioli naturali crescono, tra filosofia, salute e qualità

di Vittorio Ferla

 

In arrivo la 10^ Edizione dei Vignaioli Naturali a Roma. Nelle giornate dell’11 e 12 novembre 2017, presso il Westin Excelsior Rome di Via Veneto, saranno oltre 90 artigiani del vino naturale provenienti da tutta Italia. Un fenomeno sempre più di tendenza, con la riscoperta dell’agricoltura sostenibile, biologica, biodinamica.

“Un traguardo che mi rende fiera. Ho contribuito, in tutti questi anni, mediante ricerche, selezioni, conoscenze ed esperienze personali – spiega l’organizzatrice Tiziana Gallo – a divulgare nella mia città, la cultura enologica e del vino ‘naturale’. Il mondo del vino sì è evoluto, sviluppato e cresciuto. Le 
persone sono diventate sempre più curiose, attente e soprattutto sensibili. E oggi capiscono che il vino naturale non è una moda, ma un modo di vivere, una 
filosofia di vita che viene trasmessa attraverso la passione ed il lavoro, da chi ha deciso di sposare un’agricoltura sostenibile, senza compromessi e 
senza chimica, nel rispetto della natura e della salute dell’uomo”.

L’evento romano contribuirà inoltre ad un’iniziativa decisamente “colorata” per sostenere l’alfabetizzazione delle madri del villaggio di Pire (Senegal) e la scolarizzazione dei bambini di Mont-Ngafula, Kinshasa (RDC) con la tasca porta calice realizzata da artigiani africani (Costa d’Avorio e Repubblica democratica del Congo).

 

I vignaioli naturali al Westin

 

 

 

Ecco una prima lista di aziende – da non perdere – che saranno presenti a Roma. Ovviamente, è solo una prima selezione. Tanti altri artigiani del vino vi aspettano con i loro prodotti unici.

 

Cantine Barbera
Marilena Barbera spiega così la sua impresa: “Fare il vino per me è una scelta di vita. Tornata in Sicilia dopo anni trascorsi in un altrove che non mi apparteneva, ho trovato la vigna e il sogno di mio padre. Ho preso questo sogno, e ho scoperto che era anche il mio. Vivere qui, sentire l’energia di questa terra bellissima e difficile, provando a capirne l’essenza ed interpretarla attraverso i frutti che ogni giorno ci regala. Esserne testimone e custode, preservando la sua integrità, assorbendone la forza e la ricchezza, cercando di trasferire al vino la sua anima. Senza trucchi”.

 

Fattoria Calcabrina
L’azienda agricola Calcabrina nasce da un fazzoletto di terra coltivato per il consumo della famiglia. Collocata all’interno del comprensorio del Sagrantino di Montefalco, è gestita a livello familiare su una piccola superficie coltivata a vigneto ed oliveto, oltre al seminativo per gli animali. Gli ottimi prodotti ottenuti, in particolare vino ed olio (ed in ultimo formaggio), hanno stimolato la messa in commercio di questi ed altri beni agricoli. Nel 2007 l’azienda si è avvicinata definitivamente all’agricoltura biodinamica.

 

Serio e Battista Borgogno
L’azienda compie 120 anni perché nasce ufficialmente nel 1897. Le origini risalgono ancora più indietro nel tempo, quando, a metà dell’Ottocento, il Cavalier Francesco Borgogno iniziò a produrre e vendere il proprio vino nella piccola osteria della moglie, nel paese di Barolo. Alla sua morte lasciò a Lodovico Borgogno la casa di famiglia con annessa cantina, che al tempo era situata nel centro storico di Barolo. In quella casa Lodovico trasmise ai figli Serio e Battista l’arte del far vino e l’amore per la propria terra, donando alcuni terreni e una piccola cascina in Cannubi.
Serio & Battista Borgogno riuscirono a realizzare il loro sogno: costruire la loro casa e la loro cantina sulla sommità di Cannubi, acquistando altri vigneti tutt’attorno per un totale di 3 ha. Con lungimiranza seppero cogliere le grandi potenzialità di un luogo che oggi è conosciuto in tutto il modo ed è considerato uno tra i migliori cru nell’area del Barolo.

 

La Visciola
L’Azienda Agricola La Visciola è sita a Piglio, in provincia di Frosinone, ed è portata avanti con passione da Piero, Rosa e le figlie Elisia e Cecilia. Dal 2009 La Visciola imbottiglia tre cru di Cesanese del Piglio “Priore”: Mozzatta, Vignali e Ju quarto; il Vicinale e la Passerina Donna Rosa. I vigneti, tutti risalenti agli anni ’60, sono coltivati con metodo biodinamico; questo ha permesso all’azienda di ottenere nel tempo vini con espressione territoriale e marcate caratteristiche di mineralità, sapidità, persistenza e setosità dei tannini. Mediamente in un anno tra tutti i vini si producono circa 5000 bottiglie. Un piccola cantina garage nella quale si fanno vini interessanti che contribuiscono al rilancio della viticoltura del Lazio.

 

Rocco di Carpeneto
L’intera struttura è posta al servizio di una filosofia di cantina naturale e non interventista, nel rispetto delle pratiche tradizionali, delle variegate caratteristiche dei micro-terroir di provenienza delle uve, e della variabilità climatica di ogni annata di vinificazione. L’approccio alla vinificazione è basato sulla massima qualità delle uve utilizzate, e sulla minimizzazione degli interventi di carattere tecnico. Sono impiegati solo lieviti selvaggi, le macerazioni sono prolungate (in vinificatori in acciaio inox, in legni grandi da 15 hl, in giare di terracotta e in vasche di cemento) e pressature soffici e conteniamo le solfitazioni a 0 o ai minimi (ogni altra additivazione è esclusa).
I vini sono variamente affinati in legno (con un mix di botti da 15, 10 e 7 hl, e di tonneaux e barriques non di primo passaggio), in giare di terracotta e in vasche di cemento e di acciaio. Per l’invecchiamento del Cortese sono impiegati tonneaux di legno di acacia.

 

 

 

San Giovenale
In direzione Barbarano Romano, in cima alla sommità di un colle, si trova l’azienda agricola, circondata dalla corona dei boschi del Parco Marturanum. A est, il Mare Tirreno. Intorno alla cantina, un’opera architettonica frutto delle più avanzate tecniche di bioedilizia, si stendono vigneti e alberi da frutto. Arrivano fino a 11.000 i ceppi per ettaro e rientrano nel progetto di sperimentazione dell’Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura. L’Habemus nasce qui, grazie ad una fortunata e condivisa intuizione. Questo luogo suggerisce a Emanuele Pangrazi e al suo amico e consulente Marco Casolanetti, che vi è un’affinità elettiva con la valle del Rodano: suoli argillosi, luce e clima ventilato. La scelta cade sui vitigni caratteristici di quella parte del Sud della Francia, prevalentemente Syrah, Grenache, Carignan, ma con la convinzione profonda della loro origine tutta mediterranea.

 

Castello di Stefanago
A Borgo Priolo, provincia di Pavia, si incontra il Castello di Stefanago. La famiglia Baruffaldi fa vino da cinque generazioni, ma da pochi anni sta provando a emergere realmente nel mercato. I vini nascono grazie ai fratelli Antonio e Giacomo, mentre il settore commerciale è seguito dalla sorella Antonietta. Cinquantamila bottiglie prodotte ogni anno, venti ettari vitati. Parte delle uve viene ancora venduta, perché l’azienda non può permettersi di produrre tutto ciò che arriva dai suoi vigneti. Le etichette prodotte sono 13, ognuna delle quali non raggiunge le 5mila unità. Bianchi, rossi, Metodo Classico ancestrali, frizzanti “col fondo”. Quasi tutti i vini affinano in acciaio, qualcuno in botte grande di acacia.

 

Damiano Ciolli
L’Azienda vitivinicola Ciolli si trova a Olevano Romano, un borgo medievale arroccato a circa 600 metri sul livello del mare sul Monte Celeste, a sud-est della provincia di Roma. Il territorio collinare e montagnoso è caratterizzato da condizioni pedo-climatiche che hanno permesso nei secoli lo sviluppo di una sapienza vitivinicola di notevole interesse qualitativo. L’Azienda inizia la sua attività nel 2001, quando l’attuale titolare Damiano Ciolli e il padre Costantino convinti del grande potenziale dell’uva Cesanese d’Affile, e spronati dalla straordinaria qualità delle uve provenienti da una vecchia vigna di proprietà (messa a dimora dal nonno di Damiano nel 1953) decidono di imbottigliare la loro produzione. Le dimensioni contenute dell’azienda, che si sviluppa complessivamente per circa 6 ettari, consentono di curare scrupolosamente ogni dettaglio della produzione dalla potatura all’imbottigliamento.

 

Valcerasa
L’azienda vitivinicola di Alice Bonaccorsi è una delle realtà produttive più interessanti e originali del vivace panorama enologico della vitivinicoltura dell’Etna. È guidata con passione da Alice assieme al marito Rosario Pappalardo, entrambi fedeli ad un’agricoltura sostenibile e a una filosofia produttiva legata alle tradizionali pratiche contadine. I vigneti si trovano a circa 800 metri di altitudine in contrada Crucimonaci, nel territorio di Randazzo. Le viti sono allevate ad alberello etneo su un terreno sabbioso e vulcanico, ordinato in piccole terrazze sorrette da muretti di pietra lavica. Le uve, Nerello mascalese e Nerello cappuccio per i rossi e Carricante per i bianchi, si raccolgono tra la seconda e la terza decade di ottobre. L’altitudine, l’esposizione e la ventilazione del luogo consentono di ridurre al massimo i trattamenti in vigna. Potature, zolfo e sovesci sono le uniche pratiche ammesse in vigna, mentre in cantina le vinificazioni sono spontanee, senza aggiunta di lieviti selezionati. 

 

Giacomo Fenocchio
“L’amore per la mia terra ed il rispetto delle tradizioni, che hanno reso nel tempo le Langhe così speciali – spiega oggi Claudio Fenocchio – sono le basi della mia filosofia. Non ci definiamo biologici, non siamo ancora riconosciuti, ma partecipiamo al programma europeo per non utilizzare prodotti chimici, mantenendo le lavorazioni che abbiamo imparato dalla nostra storia. Le nuove vigne, recentemente acquisite, si fondono con il patrimonio storico creato dai miei nonni e dai miei genitori, integrandosi, per ottenere un prodotto di qualità, che rappresenti il territorio, preservandolo in ogni modo. L’assoluto rispetto di chi ha lavorato prima di noi questa terra e la volontà di portarne avanti la memoria è ciò che ha dato per cinque generazioni ad oggi la continuità a quest’azienda.”

 

Ciro Picariello
L’azienda agricola Ciro Picariello, si trova a Summonte provincia di Avellino, su una superficie di 7 ha coltivati a Fiano. Il suo territorio si trova interamente in zona di alta collina, intorno ai 650 metri. La piccola realtà è stata fondata nel 2004 da Ciro Picariello che si occupa delle vigne e dell’intero processo di vinificazione in collaborazione con la moglie Rita ed i figli Emma e Bruno. Il tutto finalizzato ad ottenere uve e vini di alta qualità. Ciro Picariello è uno dei grandi protagonisti enologici d’Irpinia. E’ un territorio del tutto particolare, vino meridionale ma con clima quasi nordico, con estati calde ed inverni molto rigidi, forti escursioni termiche e vendemmia spesso tardiva.

 

Marabino
La tradizione vitivinicola dell’area sud-orientale della Sicilia è cruciale: qui la coltivazione della vite è stata per lungo tempo l’attività agricola prevalente. Il territorio di Pachino ha svolto per parecchi anni il ruolo di centro di produzione di mosti e vini prevalentemente impiegati per il taglio di vini più blasonati, acquistati dal nord Italia e dalla Francia in grandi quantitativi. La cantina Marabino è impegnata a riqualificare una zona che oggi è centro di grande interesse e di valorizzazione sotto il profilo commerciale, grazie a caratteristiche pedoclimatiche tali da permettere di ottenere vini di grande pregio. Cura del territorio, uso esclusivo di prodotti naturali per seguire i principi dell’agricoltura biodinamica, ricerca di un equilibrio tra la vigna e la natura nella quale è inserita: tutto questo per far esprimere al vino la profondità del carattere della propria terra.

 

“Sono orgogliosa – conclude Tiziana Gallo – di continuare a fare da tramite tra questi piccoli artigiani e le persone, che siano appassionati intenditori o semplici bevitori, così da permettere un pieno confronto ed un contatto diretto e poter ascoltare ciò che un bicchiere di vino racconta, secondo la sua interpretazione, la sua storia ed il territorio dal quale proviene”.