“Il paesaggio viticolo? E’ patrimonio culturale”. Lo dicono gli avvocati del vino

di Floriana Risuglia*

 

Per il tradizionale appuntamento annuale, in occasione del XX^ Convegno giuridico organizzato dall’UGIVI (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) dal titolo: “Il paesaggio viticolo patrimonio culturale della nazione: aspetti giuridici ed economici” si sono incontrati, Avvocati italiani e stranieri, Commercialisti, Notai ed operatori del settore.

Ospite d’eccezione il Comandante del Gruppo Forestale dei Carabinieri di Verona, che ha evidenziato la necessità di tutelare in misura crescente il nostro territorio.

Al vaglio degli esperti la Legge organica della Vite e del Vino 238/2016 che ha, recentemente, armonizzato tutto il comparto normativo del settore. Focus sull’art. 1: “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale.”

I relatori avvocati, provenienti da tutta la penisola, hanno affrontato da varie angolazioni il tema proposto. Forte l’esigenza di proteggere e valorizzare il patrimonio viticolo: dai vitigni autoctoni ai vigneti eroici e storici, anche attraverso il censimento degli stessi, appena concluso. E’ stata evidenziata la stringente necessità di rafforzare ulteriormente il legame con il territorio, già espresso nei disciplinari di produzione. Allo stesso tempo, è stata formulata l’ipotesi concreta di individuare tra i soggetti promotori delle c.d. “best practice” i Consorzi di Tutela, per rendere realmente applicabili ad ogni latitudine i principi enunciati dalla legge.

La norma andrà a regolamentare anche il crescente interesse degli investitori stranieri che spesso coinvolgono “archistar” nel restyling di cantine e vigneti snaturandone, a volte, l’intima essenza. Il vigneto è diventato oggi uno dei più ambiti e prestigiosi beni d’investimento per gli stranieri che, con esso, sperano di entrare in possesso di uno spicchio di storia.

Il vino è, inoltre, il bene che, negli ultimi cinque anni, ha avuto un aumento di valore superiore ai tradizionali beni rifugio, collocandosi in cima alla lista dei desideri. Un grande vino viene considerato alla stregua di un’opera d’arte. Agli operatori, adesso, il delicato quanto importante compito di dare concreta applicazione ai princìpi enunciati dalla legge, per preservare e valorizzare al meglio il nostro inestimabile patrimonio viticolo.

 

*Consigliere UGIVI, incaricato dei rapporti con la stampa