Vinitaly 2018: ecco chi ha meritato il premio per la ‘migliore accoglienza’

di Fabio Ciarla

Chi di Vinitaly se ne è fatto più di qualcuno sa che, tra la caccia al miglior vino e alla seduta più comoda, c’è anche la ricerca della migliore accoglienza gastronomica. Sì, perché tra i “contro” di Veronafiere (sempre meno per fortuna) c’è di sicuro l’offerta food degli spazi commerciali, il panino del peggior autogrill è meglio del miglior panino dei punti ristoro di Vinitaly per capirci.

Un ex aequo meritato 

Valentina Di Camillo e Fabio Ciarla

Alla fine della fiera quindi ci si scambiano le opinioni sul vino e sullo stand dove si è mangiato meglio: bene da quest’anno voglio istituire il premio “Miglior Accoglienza” di Vinitaly e assegnarlo, a mio insindacabile giudizio, ex-aequo alle signorine Valentina Di Camillo di Tenuta i Fauri (Abruzzo) e Felicia Palombo di Luiano (Toscana). Chiude il podio

Felicia e Alessandro Palombo

Rocco Toscani (Toscana) grazie alla sua produzione di insaccati, in particolare un culatello davvero ottimo. Fantasia al potere per Valentina e Felicia che, per inciso, sono amiche e hanno realizzato in realtà un vero e proprio gemellaggio gastronomico del centro Italia. Creatività di sicuro, ma anche concretezza.

La “Merenda dei Fauri”

Per gli amici di Tenuta I Fauri (Pad. 10 – stand E3-14), quindi di Valentina e del fratello Luigi, era pronta la “Merenda dei Fauri”, una specie di scrigno delle meraviglie con: Trippe di baccalà e peperone dolce (Sarah Cicolini – Santo Palato – Roma), Fiadoni Abruzzesi (Tiziana – Tenuta i Fauri – Chieti), Pane di Solina e Saragolla (Niko Romito Formazione – Castel Di Sangro), Salatini: Forti e Gentili (Gianni Dezio – Tosto – Atri), Arancino con Ventricina e salsa di pomodori canditi (Nicola Fossaceca – Al Metrò – San Salvo), Coppa di testa di maiale nero (Arcangelo Tinari – Villa Maiella – Guardiagrele) e Sise delle Monache (Emo Lullo – Pasticceria Lullo – Guardiagrele).

Bontà d’Abruzzo 

Che dire? Tutto ottimo e così profondamente radicato al territorio abruzzese da realizzare un 

decisopasso in avanti nella promozione del vino, perché tra tante etichette buone o ottime, il consumatore medio (soprattutto straniero) si ricorderà quelle che gli hanno dato un’emozione in più. Emozioni che possono arrivare tramite la bellezza dei luoghi, difficilmente restituibile in fiera, o magari con un assaggio del patrimonio gastronomico che accompagna i vini, questo sì possibile anche nel caos di Vinitaly. Anzi, una sosta di questo tipo è spesso ricercata, oltre che doppiamente gratificante. E quando si sta bene, si sa, si tende a ricordare di più e meglio.

La “tovaglietta” di Felicia

Ci deve aver creduto anche Felicia Palombo di Luiano (Pad.9 Stand D11) che, con il fratello Alessandro, è impegnata nell’antica azienda a due passi da Firenze. Felicia ha realizzato invece una tovaglietta, al tempo stesso, piatto e menu. In questo caso le preparazioni sono frutto di una evoluzione aziendale: oltre alla “Torta del Priore” preparata dalla mamma – Valentina Di Camillo offriva i Fiadoni Abruzzesi di mamma Tiziana – troviamo gustose creazioni anche di collaboratori di Luiano.

 

Specialità toscane

E allora cominciamo con “Nice to meat you”, una crema di lardo squisita realizzata dalla macelleria Tozzetti (Mercatale Val di Pesa); proseguiamo con “Tomato under the Tuscan sun” dello chef Martin Zahumensky, una crema di pomodorini realizzata da uno dei giudici di Master Chef Slovacchia con un curriculum internazionale da far paura, trasferitosi da poco in Toscana; poi arriva “Izio” dello chef Duccio Pistolesi, ovvero un bignè al prosciutto crudo con glassa di pecorino, opera del Team Chef del team VR46 Racing di Moto GP (per dire); quindi è la volta del “Piove Sangiovese sul crostino toscano” dello chef Edoardo Boscherini, una pioggia di Sangiovese sferificato sulla tipica crema di fegatini realizzato da quello che è a tutti gli effetti (anche) un agronomo; per chiudere appunto con la “From Mamma with Love”, una Torta del Priore semplice ma gustosa realizzata da mamma Monique che dalla Svizzera si è trovata in Toscana e che, professoressa di Matematica e Fisica, si è ritrovata a vivere in campagna!

Chapeau!

Ora, cosa aggiungere se non che si è trattato, in entrambi i casi, di una trovata geniale? Non solo per la bontà dei vari assaggi, non solo per la coerenza di quanto offerto agli ospiti con il lavoro che si stava facendo in fiera, ma soprattutto perché in un contesto così caotico e rumoroso c’è bisogno di trovare un valore aggiunto, in grado di stupire e farsi ricordare. E a volte la semplicità è la carta migliore da giocarsi. Che poi, diciamocelo, dev’essere stato difficilissimo coinvolgere tante persone e realtà prestigiose nei due progetti, ma il risultato finale è quello di un momento di gioia e riposo, quello che ci vuole insomma per le lunghe giornate di Vinitaly. Chapeau!

*Enoagricola Blog