I 10 gusti novità svelati a Taste of Roma
Taste of Roma – la rassegna dell’alta cucina, giunta alla sua quinta edizione e andata in scena lo scorso weekend all’Auditorium di Roma – ha svelato 10 gusti-novità e la possibilità di incontri vis-à- vis con 13 grandi chef della ristorazione romana – da Francesco Apreda alla giovane spagnola Alba Esteve Ruiz – agli amanti della buona tavola.

Ecco dieci curiosità culinarie:

Cheviche di ricciola
1 – Il ceviche di ricciola di Roy Caceres è accompagnato dal lulo che sostituisce il lime. “Sono un albero – ha detto lo chef di Metamorfosi – cresciuto in Italia con radici colombiane ed è giusto lavorare coi sapori della mia infanzia, dal lulo al mais concha”. Il lulo è il frutto di una pianta sudamericana affine alla patata, alla melanzana e al pomodoro, il cui succo ipervitaminico è utilizzato dagli indigeni delle Ande.

 

Piccione alla camomilla

2 – Sotto la macchia rossa dei comics, tanto cari al ristorante stellato Giuda Ballerino!, Andrea Fusco propone, con orgoglio dopo le tante polemiche che sommersero Cracco, il piccione di un piccolo allevatore – un ingrediente assente ormai anche nei pranzi della domenica – con camomilla, borragine e fondo con frutti rossi.

 

Storione e tzatziki

3 – Gioca di osmosi, invece, Stefano Marzetti per preparare lo storione fresco al Rossini. Omaggio dello chef del Mirabelle al noto cocktail che accompagna col greco tzatziki, spugne di alghe e un lingotto di caviale.

 

Rana pescatrice, come il maiale

4 – La rana pescatrice, per Giulio Terrinoni del ristorante Per me, è come il maiale. Dalla testa al fegato, non si butta niente. A Taste ha presentato una specialità ispirata alla tradizione romana del quinto quarto: la trippa di rana pescatrice, spuma di pecorino, olio alla menta. Una sorta di lampredotto di mare, ma bollito in tre brodi differenti, dopo aver rivoltato lo stomaco del pesce come un calzino.

 

Una (ri)carica di Tiramisù

 5 – Tiramisù in tubetto. Una dolcezza take away pensata da Andrea Fusco come buon ricordo a fine pasto. Frullato nell’omogeneizzato, viene proposto in tubetti monodose per ricariche di dolcezza on the road.

 

Spruzzata di grappa

6 – Grappa alle mele verdi spray. Viene spruzzata sul dolce firmato da Heinz Beck, che però considera come ingrediente più prezioso di Taste “la vicinanza con le persone, l’incontro della gente e di giovani così curiosi della sua cucina”, esportata anche a Tokyo, Dubai e in Portogallo, oltre che a Roma e Pescara.

 

Lamponi, che fegato!

7 – Il connubio lamponi-fegato nei “quasi macaron” di Angelo Troiani, che toglie la farina di mandorle dalla ricette francese per miscelare, a crudo, la freschezza dei lamponi col paté di fegato d’anatra.

 

Brian Eno in verde

8 – Omaggio alla musica di Brian Eno al Charity Restaurant, dove lo chef dell’Enoteca al Parlamento, il neo stellato Massimo Viglietti, propone “Another green world” che, nel suo spartito, diventa una crema di zucchine, polvere di chips, robiola, olive e marmellata di limoni.

 

Finger lime dell’altro mondo

9 – A questi si aggiungono due “chicche” ortofrutticole, il limone caviale, o finger lime. Si tratta di un frutto d’origine australiana, un agrume di forma allungata simile a un San Marzano verde, il cui utilizzo in cucina non conosce limite. A detta dei giovani produttori, l’Agricirce srl, è ottimo su crudité di pesce e verdure, nei cocktail, con la cioccolata fondente e per guarnire il piatto.

 

Quant’è chic il Torpedino

10 – Non meno bello e gustoso, il Torpedino, il pomodoro della pianura di Fondi (Latina) che sta diventando il re dei pomodori del Lazio, grazie a una talentuosa attività di valorizzazione promossa dai produttori, i coltivatori della Mafalda srl, capitanati da Mariano di Vito. Coltivato anche nell’orto del resort di Antonello Colonna, il Torpedino è ormai così chic da aver accompagnato la presentazione del film “Il grande sogno” all’ultimo Festival di Venezia.